Nell’entroterra Imperiese, una casa è stata protagonista di un evento particolare: ha ospitato nientemenoche la Sacra Sindone. Si tratta del Palazzo della Contessa situato all’interno del paesino di Caravonica, che risale all’inizio del XII secolo, dove si rifugiò la moglie di Amedeo II di Savoia con il suo corteo, in fuga da Torino assediata dai Francesi, portando con se la sacra reliquia per proteggerla. Un piccolo edificio che necessitava di restauro e risanamento conservativo all’esterno ma anche di restauro e risanamento conservativo pittorico all’interno, nelle sale finemente decorate risalenti al 1861 che rappresentavano con figure allegoriche l’unità d’Italia. Continue infiltrazioni provenienti dal tetto avevano rovinato gli intonaci esterni provocandone il distacco dal supporto murario ma anche le pareti decorate all’interno come testimoniano le numerose colature verticali di colore.
Restauro interno
Il restauro è iniziato all’interno con l’asportazione delle parti troppo ammalorate per poter essere recuperate. L’acqua penetrata dal tetto per circa 50 anni aveva deteriorato la struttura lignea del soffitto e di conseguenza l’intonaco decorato che vi era aggrappato; questo purtroppo ha reso necessaria una demolizione maggiore del previsto.
Abbiamo dovuto sostituire una parte della struttura lignea del soffitto naturalmente perchè troppo deteriorata dall’acqua. Abbiamo ricoperto la struttura lignea con apposita rete portaintonaco e quindi risarcito le lacune con malta a base di calce idraulica e inerti misti di fiume, le stesse usate che avevano usato in origine.
Per la finitura abbiamo usato il marmorino: grassello di calce e polvere di marmo, mescolate sul posto e applicato ad affresco.
Nonostante le infiltrazioni non ci fossero più, l’inotnaco in molte zone contenevano ancora dei sali; quindi li abbiamo desalinizzati con degli impacchi con polpa di carta e acqua demineralizzata al fine di conservarli.
Infine, abbiamo ripristinato le decorazioni esistenti integrandole con velature in modo da ripristinare i colori e decori originali.
CAMERA DA LETTO
In un’altra stanza, c’erano dei problemi strutturali riguardanti una parete esterna che era pericolosamente inclinata verso l’esterno. Inoltre sotto uno spesso strato di tempera bianca applicato probabilmente negli anni 50, c’erano altre belle decorazioni risalenti all’800, più ricche sul soffitto e più geometriche sulle pareti, che abbiamo fatto emergere tramite l’asportazione di tutta la tempera con una gelatina particolare a base di agar agar.
Nella parete pericolante, abbiamo relaizzato un sostegno strutturale tramite inserimento di perni di acciaio inox e iniezioni di resine per render di nuovo sicura la parete.
Una volta messa in sicurezza la parete e ripulite tutte le pareti, abbiamo dovuto asportare l’intonaco detriorato in maniera minore rispetto al salone principale
Restauro esterno
Il cornicione era molto ammalorato tanto che non proteggeva più i muri esterni e permetteva cosi all’acqua di scorrere lungo le pareti, penetrare sotto l’intonaco e arrivare fino all’interno. Una volta ispezionato il tetto e constatato il suo stato generalmente buono (rifatto anni 80) a parte la zona esterna soprastante il cornicione, abbiamo iniziato proprio da li, sostituendo le tegole e rivestimento di ardesie interessate. Quindi è stato necessario demolire tutto l’intonaco ammalorato del cornicione e ricostruirlo con malte a base di calce idraulica e inerti di fiume.
Nel frattempo, anche l’intonaco delle pareti esterne veniva demolito per poterlo ricostruire con gli stessi materiali riginari cioè malta idraulica e inerti di fiume, mescolati sul posto.
Dopo rinzaffo e arriccio, è la volta della finitura in marmorino, sia per cornicione che per le pareti: grassello di calce e polvere di marmo, mescolati sul posto e applicati ad affresco.
Il risultato finale è molto soddisfacente, nonostante le dimensioni dei vicoli renda difficile fotografare!
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